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1° maggio 2020

dichiarazione unità sindacale 1944

La dichiarazione ufficiale del Primo Maggio come Festa Internazionale dei Lavoratori avvenne durante il Congresso Internazionale di Parigi del 1889, che diede vita alla Seconda Internazionale. La data fu scelta per ricordare i lavoratori di Chicago che, all’inizio di maggio del 1886, avevano organizzato scioperi nelle fabbriche, degenerati in scontri violenti con la polizia. Alcuni di questi militanti vennero condannati a morte, accusati di essere anarchici.

In Italia la festività del Primo Maggio fu ufficializzata due anni dopo, sulla scia di un nuovo protagonismo dei lavoratori: dal 1889 al 1894 significativa fu la mobilitazione dei Fasci siciliani dei lavoratori, mentre nel 1891 venne fondata a Milano la prima Camera del Lavoro. Degli anni immediatamente successivi fu la fondazione del Partito socialista, affiliato alla Seconda Internazionale.

L’organizzazione del movimento dei lavoratori ebbe come successiva importante tappa la fondazione nel 1906 della Confederazione Generale del Lavoro (CGL); è questo anche il periodo in cui, sull’onda del movimento democratico cristiano di Romolo Murri, nacquero le “leghe bianche” cattoliche, particolarmente attive nelle lotte agrarie. Nel primo dopoguerra vivace (e radicale) fu la mobilitazione sindacale, a cui seguì lo scioglimento da parte del fascismo di tutte le organizzazioni sindacali.

Il 9 giugno del 1944, nella Roma liberata dalle truppe tedesche e dai fascisti, venne fondata la CGIL e firmato il “Patto di Roma” da esponenti dei più importanti partiti democratici: Giuseppe Di Vittorio per il Pci, Achille Grandi per la Dc ed Emilio Canevari per il Psi. 

Nel contesto della Guerra Fredda, nel 1948 e nel 1950 la CGIL avrebbe poi vissuto due scissioni, da cui nacquero la CISL e la UIL.

Si riporta qui il testo del “Patto di Roma”.

 

DICHIARAZIONE SULLA REALIZZAZIONE DELL'UNITA' SINDACALE

Gli esponenti delle principali correnti sindacali dei lavoratori italiani - comunista, democratico cristiano e socialista - dopo un largo scambio di vedute sul problema sindacale nell'Italia liberata dall'invasore tedesco e dai suoi complici fascisti;

convinti che l'unità sindacale di tutti i lavoratori senza distinzione di opinioni politiche e di fede religiosa, fosse lo strumento più efficace per il potenziamento dell'organizzazione del lavoro, onde assicurare la più efficace difesa degli interessi economici e morali dei lavoratori stessi e garantire il loro apporto più efficiente all'opera immane di ricostruzione del Paese (opera che sarà necessariamente imperniata sulle forze del lavoro) di pieno ed unanime accordo dichiarano:

1) di realizzare l'unità sindacale, mediante la costituzione, per iniziativa comune, di un solo organismo confederale per tutto il territorio nazionale, denominato CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO; d'una sola Federazione Nazionale per ogni ramo di attività produttiva; d'una sola Camera Confederale del Lavoro, in ogni Provincia; d'un solo Sindacato locale e provinciale per ogni ramo o categoria d'attività produttiva;

2) lasciando impregiudicate tutte le altre questioni relative all'orientamento generale dell'organizzazione, alla sua struttura definitiva, alla compilazione del progetto di statuto (questioni che saranno esaminate con una larga partecipazione dei militanti sindacali d'ogni corrente e con i dirigenti del movimento sindacale libero già operante nel Mezzogiorno), la unità sindacale viene immediatamente realizzata sui seguenti punti generali:
a) la C.G.I.D.L. fondata sul principio della più ampia democrazia interna. Tutte le cariche sociali, pertanto, in ogni grado dell'organizzazione, debbono essere elette dal basso, rispettivamente dalla assemblea generale del sindacato locale e dalle assemblee di delegati regolarmente eletti. In ognuno degli organismi dirigenti, dal vertice alla base, deve essere assicurata la partecipazione proporzionale delle minoranze.
b) In tutte le organizzazioni della C.G.I.D.L deve essere assicurata la massima libertà d'espressione a tutti gli aderenti e praticato il rispetto reciproco di ogni opinione politica e fede religiosa.
c) La C.G.I.D.L. è indipendente da tutti i partiti politici. Essa si assocerà, ogni volta che lo ritenga opportuno, all'azione dei partiti democratici che sono espressione di masse lavoratrici, sia per la salvaguardia e lo sviluppo delle libertà popolari, sia per la difesa di determinati interessi dei lavoratori e del Paese.

3) Le correnti sindacali nominate costituiscono la Direzione provvisoria dell'organizzazione che viene così composta: un Comitato Direttivo Provvisorio di 15 membri, 5 per ciascuno delle tre correnti; una Segreteria Generale Provvisoria con poteri esecutivi, di tre membri, uno per ciascuna delle tre correnti.

Questa Direzione Provvisoria sarà allargata con l'inclusione di esponenti del movimento sindacale libero operante nel Mezzogiorno e successivamente coi rappresentanti delle regioni che saranno liberate - mantenendo l'uguale proporzione fra le tre correnti - e durerà in carica sino al primo congresso confederale che dovrà tenersi al più presto possibile. Con lo stesso criterio verranno formate le direzioni provvisorie delle federazioni nazionali e delle C.C.D.L. provinciali. Nelle province e nelle categorie in cui esistono altre correnti sindacali aventi seguito effettivo fra le masse; una rappresentanza di esse sarà chiamata a far parte della Direzione Provvisoria Camerale e Federale. Queste Direzioni resteranno in carica sino al primo congresso della rispettiva organizzazione.

A Segretari Generali vengono nominati: On. Emilio Canevari, On. Giuseppe Di Vittorio, On. Achille Grandi, che entrano subito in funzione.

La Direzione Provvisoria della C.G.I.D.L. si pone i seguenti obiettivi immediati:

1. promuovere l'organizzazione e l'inquadramento del movimento sindacale in tutte le regioni liberate, in uno con la vigorosa difesa degli interessi urgenti dei lavoratori;

2. sostenere con tutte le proprie forze la guerra di liberazione nazionale onde affrettare la liberazione totale del Paese, condizione pregiudiziale per la realizzazione dei postulati dei lavoratori;

3. assicurare il massimo collegamento con le masse lavoratrici delle regioni occupate per aiutarle con mezzi adeguati nella loro lotta;

4. studiare tutte le iniziative atte a preparare ed effettuare la ricostruzione del Paese nel pieno riconoscimento dei diritti del lavoro;

5. elaborare un piano di ricostruzione del movimento cooperativo, ispirato alle nuove esigenze poste dalla situazione;

6. preparare un piano di trasformazione del sistema e degli istituti di previdenza sociale, rivendicandone alla C.G.I.D.L. la Direzione;

7. rivendicare ed assumere la proprietà di tutti i beni già appartenenti alle disciolte Organizzazioni fasciste;

8. rivendicare dallo Stato il risarcimento dei fondi sottratti dai fascisti alle vecchie organizzazioni libere, da prelevarsi dal ricavo della confisca degli illeciti patrimoni degli ex capi fascisti.

(A cura di Daniela Saresella)

01 maggio 2020
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