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Dipartimento di

 
 

Professione insegnante  

Nuove modalità di accesso all’insegnamento

La legge di Bilancio 2019 (l. 30/12/18 n° 145) ha introdotto importanti modifiche al decreto legislativo n. 59/2017 (Riforma della scuola) sul reclutamento dei nuovi insegnanti per la secondaria di primo e secondo grado.

Le nuove regole per la selezione dei docenti prevedono l’abolizione dei tre anni di formazione e tirocinio voluti dalla Buona Scuola (percorso FIT) e lo svolgimento di concorsi periodici (previsti ogni due anni).

I concorsi saranno banditi nelle Regioni e per le classi concorsuali ove saranno presenti posti vacanti, ovvero per la copertura dei posti della scuola secondaria che si prevede si rendano vacanti e disponibili nel primo e nel secondo anno scolastico successivi a quello in cui è previsto l'espletamento delle prove concorsuali.

Chi supera il relativo concorso(per esami e titoli) e l’anno di prova, viene immesso in ruolo e, dunque, assunto a tempo indeterminato.

In altre parole il superamento di tutte le prove, mediante il conseguimento dei punteggi minimi previsti (7/10), costituisce abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso per la quale ci si candida.

Le graduatorie dei futuri concorsi saranno costituite dai soli vincitori e non vi saranno più idonei in lista di attesa. I vincitori saranno assegnati alla cattedra in due successivi scaglioni annuali. Chi vincerà il concorso avrà assicurato il posto nella Regione selezionata, ma dovrà restarci per un periodo minimo di cinque anni.

Posto che il concorso è abilitante, il docente già di ruolo potrà utilizzare il titolo per una nuova immissione in ruolo e/o per richiedere la mobilità professionale (passaggio di ruolo e/o di cattedra). L’abilitazione permette anche l’insegnamento nelle scuole paritarie.

Requisiti di accesso

Costituisce titolo di accesso al concorso per i posti comuni:

  • il possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso, ove questa sia già stata acquisita attraverso i percorsi SISS, TFA, PAS o per idoneità da concorso nazionale;
  • il possesso di un’abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo idoneo di accesso alla classe di concorso richiesta;
  • il possesso congiunto di laurea (quadriennale, magistrale o a ciclo unico), coerente con la classe di concorso prescelta e comprensiva dei CFU disciplinari necessari per l’accesso alla classe stessa     
    nonché di       
    24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, già previsti dal DLgs 59 del 2017.
  • il possesso congiunto di laurea (quadriennale, magistrale o a ciclo unico), coerente con la classe di concorso prescelta e comprensiva dei CFU disciplinari necessari per l’accesso alla classe stessa     
    nonché di       
    tre annualità di servizio, anche non successive, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’indizione del concorso. Si partecipa per una delle classi di concorso per cui si ha un anno di servizio. Non è richiesta l’acquisizione dei 24 CFU antropo-psico-pedagogico-didattici. Tale beneficio, come la riserva del 10% di posti a concorso, è previsto soltanto “in prima applicazione”, cioè per il primo dei concorsi che saranno banditi ogni due anni.        
    Le tre annualità di servizio devono essere state svolte presso le “istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione”, quindi scuole statali, paritarie, ecc.  
    Per annualità di servizio bisogna intendere il servizio prestato per almeno 180 giorni o il servizio prestato ininterrottamente dal 1° febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio. Non è possibile sommare servizi appartenenti ad anni scolastici differenti, per cui i 180 giorni vanno riferiti ad un solo anno scolastico.

Costituisce titolo di accesso al concorso per i posti di sostegno:

  • il possesso dei medesimi requisiti per i posti comuni più il titolo di specializzazione su sostegno, ottenuto tramite corsi di formazione ad hoc costituiti.

Come controllare se il titolo di laurea è abilitante ai fini dell’insegnamento

Per la verifica della validità della laurea ai fini dell’insegnamento bisogna fare riferimento alle tabelle allegate al DPR n. 19/2016, come modificato dal DM n. 259/2017 e controllare che la laurea comprenda le discipline e i crediti richiesti per l’accesso alla/e classe/i di concorso. Si vedano a questo fine i file resi disponibili e liberamente scaricabili qui a fianco (in particolare LM-84 Scienze storiche).

Modalità concorsuali

Stando a quanto indicato nella legge di Bilancio, il prossimo concorsosi parla di un bando entro il 2019 - prevederà due prove scritte, a carattere nazionale:

  • la prima volta a valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato nelle discipline facenti parte della classe di concorso;
  • la seconda volta a valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche.

Seguirà una prova orale che consentirà di approfondire la valutazione delle competenze relative alle materie legate alla classe di concorso, nonché di verificare la conoscenza di una lingua straniera europea almeno al livello B2 del quadro comune europeo, nonché il possesso di adeguate competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Un decreto ministeriale apposito stabilirà i programmi, le prove concorsuali, i punteggi ad esse attribuiti e i relativi criteri di valutazione; la tabella dei titoli accademici, scientifici e professionali valutabili.

Ciascun candidato potrà concorrere in una sola regione, per una sola classe di concorso distintamente per ciascun ordine di scuola (scuola media o superiore), nonché per il sostegno.

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Nuova disciplina delle classi di concorso

Il DPR n° 19 del 14 febbraio 2016 ("Regolamento recante disposizioni per la realizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento"), integrato dal DM n. 219/2017,  ha  provveduto  ad  una revisione  complessiva  delle  classi  di  concorso,  al fine  di  correggere  incongruenze, razionalizzare  percorsi  affini  ed  integrare  nuovi  settori  d’insegnamento.  In  particolare  il  DPR  19/2016  (scaricabile  nella  sua  interezza  dalla  colonna  qui  a  fianco con le tabelle allegate) introduce  una  nuova  numerazione  delle  classi  di  concorso,  istituisce  nuove  classi  e  modifica  in  più  di  un  caso  i  crediti  formativi  necessari  per  l’accesso  ad  alcune  classi  di  abilitazione.

Per quanto riguarda la LM 84 Scienze Storiche, il DPR 19/2016 prevede la possibilità di accedere - a condizione di possedere specifici crediti formativi - alle seguenti classi di abilitazione: 

Classe di abilitazioneMaterie di insegnamento

A­11 (ex 51/A) 

 Materie letterarie e latino 

A­12 (ex 50/A) 

 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado 
A­13 (ex 52/A)  Discipline letterarie, latino e greco 
A19 (ex 37/A) filosofia e storia
A­21 (ex 39/A) Geografia 
A­22 (ex 43/A)  Italiano, storia ed educazione civica, geografia nella scuola secondaria di I  grado
A­23 (NUOVA)  Lingua italiana per discenti di lingua straniera 
 A­54 (ex 61/A)  Storia dell’arte 

Per l’individuazione dei crediti formativi richiesti e per ulteriori più dettagliate informazioni sulle diverse classi di concorso, si invita a scaricare il file LM 84 Scienze storiche in alto a destra.

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