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Parlare di Storia - nuova rivista online

Parlare di Storia - copertina

Contro il brusio di fondo, la critica

Lanciare una nuova rivista numerica di storia, l’ennesima, può sembrare un azzardo. Nell’immenso mare di internet, in continua e costante espansione, le pubblicazioni che portano la buona novella della scrittura sul passato sono moltissime. Saremo noi forse a denunciare questa democratizzazione della parola sul passato resa possibile dai nuovi media? Oppure, saremo noi a chiuderci in una sdegnosa sufficienza, constatando la moltiplicazione dei nuovi vettori e la delegittimazione di quelli antichi? La denuncia del cambiamento non ha mai impedito a questi di mutare e il Generale Ludd ha perso la propria battaglia contro il progresso.

Da Erodoto in poi, la storia è sempre stata una pratica sociale con la vocazione a confrontarsi con il mondo cha la attornia e che la sfida, perché ogni innovazione tecnologica non ha solo reso più facile la trasmissione e la ricezione del racconto sul passato, ma ha sempre anche costituito un momento di riconfigurazione del campo della produzione storica, rimettendo in causa la legittimità di coloro che ne erano i produttori fino ad allora. In questo senso, internet costituisce una sfida importante perché la rete trasforma il rumore della tastiera individuale in un brusio di fondo globale, cacofonia molteplice che fa di ogni racconto sul passato storia. Equiparazione affrettata, se non pericolosa, che giustifica la nascita di questa rivista del Dipartimento di Studi Storici dell’Università Statale, con un unico obiettivo: ricordare che la storia è in primis un atto critico, un momento riflessivo da cui nasce la volontà di trasmettere, di condividere. No, racconto del passato e storia non si equivalgono e no, gratuità e democratizzazione della parola non sono la stessa cosa.

Per questo Parlare di Storia vuole costituire un laboratorio aperto, di cui gli studenti e i giovani ricercatori sono invitati a riappropriarsi per investire, osservare, commentare i canali attraverso cui si trasmette, si trasforma e si sedimenta la cultura storica della società contemporanea, mettendo a profitto le competenze acquisite nel corso degli studi, siano essi agli inizi o confermati. Confrontarsi con la produzione saggistica più attuale, con le istituzioni che si incaricano delle politiche della memoria e infine reinterrogare i canali più innovativi della cultura visuale (dal film al videogioco passando per la serie televisiva) costituiscono altrettante tappe, profondamente interconnesse tra loro, di un’unica riflessione collettiva sull’uso pubblico del passato e sulle sue forme di trasmissione, che è cosi messa a disposizione dei lettori per sviluppare una coscienza della dimensione riflessiva del mestiere di storico. Una rivista in più allora, l’ennesima sia, ma una rivista che trova la sua ragione d’essere e la propria specificità nell’essere uno strumento critico per incrinare le evidenze, per restituire complessità alle semplificazioni, o, più semplicemente per fare, con più efficacia, quello che lo storico ha sempre fatto: essere un attore del proprio tempo.

(Presentazione del primo numero della rivista "Parlare di Storia")

01 maggio 2019
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